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Registrazioni

 

 

In questa pagina abbiamo raccolto alcune delle più significative registrazioni monografiche dedicate a Bach da parte di artisti italiani o attivi regolarmente in Italia. Si tratta tanto di registrazioni su strumenti storici quanto su strumenti moderni, come anche di trascrizioni da opere bachiane. L'elenco non ha pretese di completezza, ma il sito jsbach.it è in continua evoluzione, e si ringrazia fin d'ora chi vorrà contribuire con segnalazioni significative, scusandoci per involontarie omissioni.

A cura di Chiara Bertoglio

Consultazione

Cliccando qui si potrà accedere ad un database su cui effettuare ricerche per BWV, per interprete, per anno, per etichetta etc.; invece, cliccando sui seguenti link, si può accedere a sezioni dedicate a determinati periodi, in cui si troveranno le copertine ed una breve presentazione delle registrazioni:

Considerazioni

Osservando questo ricco catalogo, si segnalano alcune grandi imprese degne di nota, fra cui le registrazioni dell'opera omnia per organo di Bach. La prima di esse è stata realizzata da quattro organisti, fra cui gli italiani Parodi e Vanoni, negli anni Sessanta; in seguito, dopo l'impresa di Alessio Corti, anche l'organista Stefano Molardi ha pubblicato l'integrale per organo sia come lavoro a sé stante, sia nell'ambito di una pubblicazione Brilliant in cui gli organisti Turri e Scandali lo hanno affiancato nella registrazione delle opere per organo della famiglia Bach ("Bach Family", Brilliant 2018). 

Fra i più interessanti progetti in corso ve ne sono due della Da Vinci Classics, fra cui l'integrale per tastiera di Bach eseguita al pianoforte da Pietro Soraci in collaborazione con Bärenreiter, e "Bach&Italy" di Chiara Bertoglio.

Studiando le registrazioni italiane di Bach si può anche notare quali brani sembrano aver attirato maggiormente l'attenzione degli interpreti italiani: per esempio, le Variazioni Goldberg sono state registrate da almeno undici pianisti (senza contare le registrazioni delle versioni e trascrizioni di Rheinberger e Busoni), da sei clavicembalisti, da due chitarristi, da un organista e un ensemble orchestrale. Accanto a questi pilastri del repertorio bachiano, tuttavia, sono state registrate anche molte gemme meno frequentate, con particolare attenzione alle composizioni che presentano legami con l'Italia (come il Concerto italiano o le trascrizioni bachiane da modelli italiani).