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Il librettista

Come si scrive una Passione?

Tanti pensano che io sia un tipo introverso. In realtà, mi piace semplicemente scrivere e il mio sogno è comporre dei testi che avvicinino i fedeli alle vicende del Vangelo e alla contemplazione del mistero di Dio. Per ora, mi imbarazza l’idea di condividere i miei testi con qualcuno, perché mi sembrano sempre imperfetti, ma quando li compongo ho sempre in mente che un giorno qualcuno non solo potrebbe leggerli, ma addirittura cantarli! Il mio modello è il signor Christian Friedrich Henrici, detto Picander, e che scrive i testi per le Cantate e le Passioni musicate dal maestro Bach.

 

Non è semplice scrivere poesie per musica. Nelle Passioni, per esempio, bisogna combinare tanti elementi. Prima di tutto, c’è il racconto del Vangelo. Alcuni compositori accettano che la storia della Passione sia narrata in modo libero, ma il maestro Bach vuole che la vicenda sia presa pari pari dalla Scrittura. Il Vangelo viene cantato da un Evangelista (che per tradizione è sempre un tenore): a lui è affidata la narrazione del racconto evangelico, e ha il compito di gestire il contraddittorio, introducendo il discorso diretto dei diversi personaggi che partecipano all’azione (interpretati dai solisti e dal coro). L’Evangelista si esprime in lunghi recitativi, con i quali guida le emozioni del fedele ascoltatore. Talvolta si esprime con grande eccitazione, altre volte con chiara rassegnazione, mentre in altri casi il suo intervento è lapidario.

Degli esempi? Io sono rimasto impressionato quando l’ho ascoltato in due  momenti nevralgici del racconto in cui l’Evangelista guida l’intera narrazione evangelica. Il primo è in corrispondenza del tradimento di Pietro, a cui l’Evangelista lascia la parola per negare tre volte d’essere un seguace di Cristo, salvo esprimere subito il proprio pentimento, appena sente il gallo cantare. 

Allo stesso modo, l’evangelista Giovanni è estremamente lapidario nel suo succinto annuncio della morte di Cristo: “Und neigte das Haupt und verschied” (E chinato il capo, rese lo spirito”), dice nello spazio ridottissimo di un’ottava discendente.

Il contraltare “moderno” alla voce storica dell’Evangelista è affidato ai Corali, che esprimono la reazione della comunità dei cristiani a quanto hanno ascoltato. A me piacerebbe tanto dar voce alla Chiesa, ma generalmente si preferisce utilizzare per tradizione gli inni scritti da Lutero e dai suoi primi seguaci, le cui melodie ci sono state intonate dalle nostre mamme sin da quando eravamo bambini, e che conosciamo tutti in chiesa. 

 

Il coro interviene anche per dar voce alle turbae, ovvero alle folle che accusano Gesù, e che agiscono nel racconto della Passione come un vero e proprio personaggio collettivo.
 

Infine ci sono le arie, quelle parti in cui la nostra libertà di librettisti è più grande, sebbene si debba sempre mantenere uno stretto dialogo con il compositore. Dietro alle arie si potranno nascondere diverse forme  e stili musicali, e talvolta si allargano, venendo precedute da un recitativo accompagnato o da un arioso. Queste non sono intonate dai personaggi del Vangelo: è lo stesso credente che canta, rivolgendosi a Dio per lodarlo, venerarlo e piangerlo. Il compositore, dunque, può scegliere le voci a cui affidare ogni singola aria: le voci maschili di tenore e basso, o quelle acute di soprano e contralto. I registri, infatti, non sono tutti uguali: c’è chi più facilmente entra in dialogo con il Cristo Sposo, chi con il Maestro, chi con il Signore, chi con il Crocifisso. Anche se da noi le donne non cantano in chiesa, di solito le loro voci vengono evocate da quelle dei fanciulli, e così le Arie per voci “femminili” sono spesso quelle più emozionanti da scrivere.

Ammetto che mi tremano i polsi solo a pensare a quanto possa essere emozionante sentire le proprie poesie, così dense di passione e di teologia, poste in musica. Ma devo riconoscere che non sempre i compositori si affidano in toto a librettisti. Per la Passione secondo Giovanni, ad esempio, si dice che Bach abbia selezionato da solo i Corali, prendendo i testi per le arie da poesie di diversi autori. Il risultato è stato grandioso, ma vorrei che un giorno potessi essere io a preparargli i testi. Anche perché quando la musica ce la mette Herr Bach, un librettista non potrebbe sognare nulla di più bello!

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