La musica sacra di Bach

Cesare Valabrega

Guanda Editore, Parma, 1a ed. 1950.

Questo volume, pubblicato nell'immediato secondo dopoguerra, mirava a sollecitare l’attenzione sulla musica sacra di Bach, spesso ignorata dal pubblico italiano nonostante il generale forte interesse per il Maestro. Secondo Valabrega le cantate sacre, i Corali, il Magnificat, gli Oratori e la Messa in Si minore erano (e sono tutt’oggi) spesso poco conosciuti dal pubblico italiano, a favore della musica strumentale profana.
Il manoscritto di questo studio, insieme con il suo autore, si salvò miracolosamente nella fuga dai nazisti: racconta infatti Valabrega che, nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1944, insieme alla sua famiglia, ascese una “montagna asperrima della linea gotica” braccato alle spalle dai tedeschi, cosciente di muoversi proprio in direzione di una postazione dei soldati nazisti. Grazie alla tormenta di neve, la postazione era miracolosamente sgombra, e Valabrega riuscì a violare il fronte raggiungendo “l’agognata libertà”. Il manoscritto “grondante” in fondo al sacco di montagna fu così salvato, ultimato e pubblicato sei anni dopo.
Attorno alla metà degli anni Cinquanta, Valabrega diede vita a uno stimolante dibattito a proposito del rapporto tra Bach, la fede e il testo sacro. Secondo il critico musicale, il Kantor assumeva atteggiamenti oggettivi o soggettivi a seconda che si relazionasse come creatura mortale di fronte a un Dio trascendente o come creatura che porta con sé lo spirito del Creatore. A tali considerazioni rispose il gesuita Padre Nazareno Taddei, sostenendo che Dio deve essere raggiunto insieme con l’intelligenza e con il cuore, e che il genio di Bach sta proprio nell’aver combinato questi due aspetti. Inoltre, Taddei tentò di accorciare la distanza tra ideali protestanti e cattolici, scrivendo che la musica di Bach ha un valore ecumenico che trascende il fatto che fosse “protestante per battesimo, per tradizione e per ambiente” in quanto era “veramente cristiano per pietà, condotta di vita e per sentimenti profondi”.
Cesare Valabrega (1898-1965) scomparve poco dopo aver corretto le bozze della seconda edizione di questo volume, di cui non poté mai vedere la stampa. Insigne musicologo e critico musicale, fu anche autore di un monumentale trattato enciclopedico: “Storia della musica italiana. Dal rinascimento al Novecento” considerato per lungo tempo tra i testi più autorevoli in materia fra quelli composti nella seconda metà del Novecento.

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