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Bourrée

La bourrée è una danza popolare che fiorì intorno alla metà del XVII secolo in Francia, probabilmente in Alvernia, sebbene siano plausibili lontane origini spagnole. Nata come danza di corteggiamento in tempo binario e rapido e dal carattere “gaio”, la bourrée popolare presenta numerose varianti ed è ancora oggi praticata in diverse regioni francesi, come il Berry, il Languedoc, il Limosino e l’Alvernia.

La bourrée si diffuse ben presto alla corte di Luigi XIV sia nei balli, come danza sociale, sia nel teatro, assumendo una concezione colta, tanto che Lully la incluse sovente nell’opéra-ballet. Compositori francesi successivi, tra cui Charpentier e Rameau, continuarono a impiegarla nelle scene danzate e talvolta nelle ouverture.

Nel XVIII la bourrée si affermò anche come danza stilizzata puramente strumentale, consolidando la sua forma bipartita: ciascuna sezione contiene una o più frasi di quattro o otto battute e, a sua volta, ciascuna frase presenta una struttura ritmica che consiste in tre battute seguite da un punto di arrivo all’inizio della quarta battuta e da un successivo rilassamento dell’energia. Questa danza è spesso equiparata al “rigaudon”, sebbene quest’ultimo risulti più vigoroso e dalle melodie più spigolose.

J. S. Bach colloca la bourrée tra le “Galanterien” della suite, associandola ad altre danze come la gavotta o il passepied, interposte solitamente fra la sarabanda e la giga. È spesso accoppiata a una seconda bourrée in tonalità omonima minore o maggiore, come nelle Suite inglesi BWV 806 e 807, oppure seguita da un “double” ornato di abbellimenti, come nella prima Ouverture per orchestra BWV 1066, o da una “loure”, come nella quinta Suite francese BWV 816.

Altre bourrée compaiono nella terza e nella quarta Suite per violoncello solo BWV 1009 e 1010 e nella Partita per flauto solo BWV 1013.

A cura di Riccardo Mussato

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