top of page

Sarabanda

Danza di origini incerte, probabilmente latino-americane o moresche, le cui prime attestazioni risalgono a metà del XVI secolo, la sarabanda si diffuse subito in Spagna, accompagnata da chitarra, nacchere e forse altre percussioni; poco più tardi apparve anche nel ballet de cour francese.

Dapprima in movimento allegro, liutisti e clavicembalisti francesi preferirono per la sarabanda un carattere sempre più lento e nobile. In Italia, invece, essa trovò largo impiego nella musica solistica per chitarra e nella musica da camera con basso continuo. Qui si prediligeva un andamento vivace ma, col tempo, si attestò anche nel Belpaese la versione più lenta e raccolta, che ritroviamo nelle raccolte di Vitali e Corelli.

Nel ‘700 la sarabanda divenne un caposaldo delle numerose raccolte di danze per tastiera di Couperin, Rameau, Telemann, Händel. La si riconosce generalmente per il metro ternario, la forma binaria – spesso con la seconda parte più ampia – e la sua figurazione ritmica caratteristica: semiminima, semiminima puntata appoggiata e croma per la prima battuta; semiminima e minima per la seconda battuta. Nella suite, la sarabanda segue normalmente la corrente e può adottare uno stile estremamente ornato, soprattutto nella ripresa di una sezione.

Facendo tesoro degli sviluppi appena illustrati, Bach compose almeno una sarabanda sciolta (BWV 839) e incluse la danza nelle Suites Inglesi (BWV 806-811), nelle Suites Francesi (BWV 812-817), nelle due Suites per tastiera BWV 818 e 819, nelle Partite per clavicembalo (BWV 825-830), nell’Ouverture Francese BWV 831, nelle due Suites e nella Partita per liuto (BWV 995-997), nella prima e seconda Partita per violino solo (BWV 1002 e 1004), nelle Suites per violoncello (BWV 1007-1012), nella Partita per flauto solo (BWV 1013) e nella seconda Suite per orchestra (BWV 1067).

La sarabanda è stata rivalutata nel XIX e nel XX secolo come pezzo sciolto, sovente di ampie dimensioni e di carattere meditativo. Esempî mirabili si rinvengono in Busoni (Sarabande und Cortège), Debussy (nelle Images e in Pour le piano), Saint-Saëns (Sarabande et Rigaudon) e Satie (Trois sarabandes).

A cura di Riccardo Mussato

200px-Cc-by-nc_icon.png
bottom of page